Scopri San Michele Arcangelo a Metelliano
Luogo di culto, d'incontro e di storia
Metelliano
La chiesa di San Michele Arcangelo, comunemente detta “Sant’Angelo”, sorge presso la località Metelliano, il piccolo abitato alle pendici del Monte Sodello. La frazione è costituita oggi da poche abitazioni sparse con, nella parte alta, l’antica chiesa di Santa Maria. Il toponimo “Metelliano”, talvolta attestato come “Metegliano”, deriva dalla famiglia etrusco-romana dei Metellii, che qui doveva avere importanti possedimenti.
Storia del complesso
La prima menzione della chiesa di Sant’Angelo a Metelliano si ha in un documento del 1014 emanato dall’Imperatore Enrico II: l’edificio viene citato tra i possessi dell’Abbazia di Farneta.
L’aspetto attuale della chiesa risente dei numerosi interventi di restauro e rifacimento effettuati nel tempo. La sua costruzione, nella forma che conosciamo oggi, risale alla prima metà dell’XI secolo, e si deve probabilmente all’architetto aretino Maginardo, il quale realizzò un edificio in stile romanico-bizantino mantenendo diversi elementi del precedente impianto.
L'Arcangelo Michele
L’intitolazione della nostra chiesa a san Michele Arcangelo è retaggio della fase longobarda di questo luogo di culto: un periodo storico del quale, però, non rimangono che labili tracce. Il legame tra i Longobardi e il Santo è profondamente significativo, tanto da essere considerato un elemento cruciale della loro identità culturale e religiosa dopo la conversione al Cristianesimo.
In generale, san Michele Arcangelo riveste un ruolo di primaria importanza nella tradizione religiosa, venerato come guida degli angeli, difensore della fede e protettore della Chiesa.
L'architettura della chiesa
La chiesa, proclamata Monumento Nazionale nel 1907, è in stile romanico. Costruita in pietra arenaria locale con sporadici inserti in laterizio, presenta una pianta a forma basilicale, cioè priva di transetto. La facciata, tripartita, riflette l’organizzazione interna a tre navate con absidi di fondo. Il portale d’ingresso è in pietra serena con arco a tutto sesto: è sormontato da un protiro pensile (una stretta “tettoia” costruita su mensole) con colonnette e capitelli in travertino. Ai lati dell’ingresso si aprono due finestre monòfore oggi tamponate. Alcune anomalie nella tessitura muraria hanno condotto all’ipotesi che la chiesa si sia impostata su una torre preesistente, inglobata nella facciata.
Gli interni: ingresso e navate
L’interno della chiesa presenta tre navate: quella centrale ha un’altezza maggiore ed è larga il doppio rispetto a quelle laterali. Il portale d’ingresso, sul cui architrave poggia un San Michele Arcangelo in rame opera di Carlo Anzini, è seguito da un vestibolo con volta a botte. La volta sorregge un ambiente sopraelevato quadrangolare con alta finestra aperta sulla navata centrale.
Gli assi dei muri di spina del vestibolo d’ingresso sono proseguiti dalle due file di pilastri e colonne: sei archi a tutto sesto per lato dividono le navate.
Gli interni: presbiterio e absidi
La chiesa presenta un presbiterio rialzato con gradini che conducono all’altare maggiore, che è in pietra serena e di semplice fattura. Sul fondo si aprono le tre absidi. All’altezza dell’altare maggiore, la copertura diviene una volta a botte che termina nel catino dell’abside centrale, quasi a replicare in maniera simmetrica il vestibolo d’ingresso. Sopra la volta – sulla muratura frontale – è appeso il grande crocefisso proveniente dalla chiesa di Santa Maria a Metelliano.